Disturbo Mentale o Società Disturbata?

A volte alcuni sintomi di natura ansiosa sono strettamente legati a modelli e stili di vita della persona che ne soffre.

In questo caso siamo di fronte a sintomi che difficilmente possono essere curati con semplici tecniche o trattamenti terapeutici.

Occorre mettere in atto un lavoro differente: un processo di trasformazione e di consapevolezza della persona affetta, compatibili con la sua personalità e storia di vita.

Si perché non sempre i modelli di vita in cui ci troviamo incastrati sono scelti da noi.

Sono il risultato degli stretti e complicati ingranaggi sociali creati dall’uomo stesso e sul quale si riversano.

È per questo che i sintomi di cui parlo non li considero come la conseguenza di un disturbo mentale ma come il risultato di una società disturbata.

Tutto ha un inizio ed una fine

Siamo spaventati dall’estinzione.

Eppure è un fenomeno naturale.

L’estinzione segna il tempo della fine di ogni specie vivente.

Come del resto ogni singolo essere vivente di ogni specie ha il suo tempo di vita.

La permanenza sulla terra è legata alle capacità di adattamento di ogni essere vivente compreso l’uomo.

Il nostro destino è dettato non solo dai nostri geni ma dall’interazione di questi ultimi con l’ambiente e la nostra cultura.

Ci aspettiamo di essere eterni.

Che la nostra specie sopravviverà rispetto a tutte le altre.

Ma non sarà così.

Come è accaduto per altre specie scomparse, lo stesso destino toccherà anche a noi.

Ma tutto ciò è naturale.

Fa parte dell’evoluzione come ho detto.

E non deve farci paura.

Tutto ha un inizio ed una fine.

Ciò che deve spaventarci è la nostra cultura.

Pensiamo sempre che tutto quello che noi facciamo sia a favore del nostro benessere, della nostra sopravvivenza.

Ma non è così. E possiamo già vederne i risultati.

Le nostre abitudini, comportamenti, stili di vita stanno accelerando i tempi della nostra estinzione.

Eppure abbiamo sempre l’illusione che la nostra intelligenza ci salverà.

Ma di intelligenza in realtà non ne abbiamo così tanta.

Si perché l’essere intelligenti prevede anche il rispetto dell’ambiente in cui si vive ma siamo gli unici animali sulla faccia della terra a non averlo.

Ogni rifiuto lasciato dagli altri esseri viventi risulta essere una risorsa per altri esseri viventi.

Gli unici rifiuti ad essere inquietanti li produciamo solo noi. E questo deve farci riflettere.

L’estinzione dunque ci sarà anche per noi, è il ciclo dell’evoluzione, ma arriverà semplicemente in anticipo grazie a quello che noi ci ostiniamo a chiamare progresso.

L’ipnosi non è magia

L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza simile al sonno che noi tutti sperimentiamo quotidianamente, ad esempio durante la guida, la lettura di un libro, al nostro risveglio, ecc.

In questo stato ci si allontana dalla nostra parte cosciente per entrare più in profondità nel nostro inconscio.

Questo stato del tutto naturale può essere indotto anche attraverso alcune tecniche.

Occorre sfatare due false credenze sull’ipnosi.

La prima è che nello stato di trance non si perde coscienza (non si va in coma, non si sviene o cose del genere). Si rimane sempre in contatto con la realtà.

La seconda è che chi induce l’ipnosi non ha assolutamente nessun potere magico, semplicemente mette in atto una procedura che può essere eseguita in seguito ad opportuna formazione.

Ora arrivo al punto più cruciale, ovvero, quello delle vite precedenti.

Chi lavora nel campo dell’ipnosi sa benissimo che in alcuni casi i soggetti in stato di trance possono narrare esperienze che non appartengono alla vita che stanno vivendo.

Questo non dimostra l’esistenza di vite precedenti.

Accade però un fenomeno del tutto particolare: ad alcuni soggetti dopo il racconto spariscono i sintomi per cui si erano presentati.

È come se la storia raccontata “sciogliesse” le loro emozioni somatizzate.

Sono diverse le ipotesi che si possono fare, ma nessuna può confermare l’esistenza o meno delle vite precedenti.

Ciò che però stupisce è come da un fatto così misterioso possa nascere una soluzione.

Il paradosso della ricerca

Siamo incastrati all’interno di un paradosso.

Si spendono miliardi di dollari in tutto il mondo per la ricerca di nuovi farmaci contro il cancro ed altre malattie importanti.

Ma allo stesso tempo si continua ad inquinare l’ambiente a produrre cibi cancerogeni e a tenere stili di vita che risultano essere le cause stesse delle malattie per le quali ricerchiamo il rimedio.

Ma questo non è il modo giusto per curarsi.

Occorre ribaltare il concetto di cura che noi abbiamo.

Si perché per stare bene è della nostra salute che dobbiamo prenderci cura e non di una malattia preannunciata.

Sogni ad occhi aperti

Mi è sempre piaciuto sognare e continuo a farlo.

Ma i sogni che mi piacciono di più sono quelli ad occhi aperti perché mi permettono di rimboccarmi le maniche, muovermi e metterci tutta la forza per poterli realizzare.

Si perché i sogni sono fatti per essere realizzati e non per chiuderli dentro ad un cassetto che non apriremo mai.

Il dono della gratitudine

Quando ricevi in dono qualcosa, che sia un regalo, un gesto, una gentilezza, non dare per scontato che ti sia dovuto.

Uno dei sentimenti più nobili di cui la natura ci ha dotati è la gratitudine.

Gratitudine significa rispettarsi, condividere, relazionarsi, aiutarsi, in sostanza viversi.

È un sentimento a doppio senso di marcia.

Si perché la gratitudine non dona gioia e felicità solo a chi la riceve ma anche a chi la esprime.

Essere o Fare il Papà?

C’è una grande differenza fra essere papà e fare il papà.

Si perché essere papà basta poco.

Il merito è della natura.

È scritto nella nostra biologia.

Nell’evoluzione della vita.

Ma fare il papà è tutta un’altra storia.

Una storia che racconta amore, affetto, protezione.

Una storia che narra di biberon da riempire, pannolini da cambiare, notti da non dormire, lettini da rimboccare, malattie da curare.

Una storia piena di sacrifici che al solo sentirsi chiamare papà si dissolvono in un nulla, lasciando spazio alle infinite soddisfazioni che i nostri figli sanno regalarci.

Una storia dove il suo susseguirsi dipende da noi papà.

Dall’amore e l’affetto che siamo disposti a donare.

Una storia dove scegliere concretamente se essere o fare i papà.

Una storia che (solo se lo desideriamo) può diventare la più bella poesia del mondo.

Passo e personalità

Ognuno di noi ha un modo di camminare unico.

Ogni passo, gesto e movimento ci contraddistingue.

Il nostro modo di camminare svela la parte più profonda di noi stessi. Senza nessuna censura.

Nel silenzio di ogni passo c’è ogni nostra emozione, debolezza, passione, insicurezza, dolore, forza.

Camminare è un racconto.

È parlare di se stessi.

Di come siamo veramente.

Della nostra natura.

E tutto questo accade in assenza di parole.

Fuggire dalla gabbia

In alcuni momenti della nostra vita si vorrebbe scappare da alcune situazioni ma non sempre è immediatamente possibile.

In questi casi è importante non arrendersi e costruirsi un’alternativa affinché quando tutto sarà pronto si potrà fare il passo decisivo.

Costruirsi un’alternativa non solo ci da l’opportunità di poter uscire dalla nostra gabbia ma il fatto stesso di metterla in atto ci dona speranza, felicità e voglia di agire.

Che tu voglia scappare da un lavoro che non ti piace, da una relazione insopportabile, da un momento della tua vita che non lo riconosci tuo, non arrenderti, non dare in pasto la tua vita ai piani o ai progetti di altre persone.

Alza la testa, prendi tu controllo, costruisci un piano di fuga e passa all’azione.

Occorrerà del tempo, su questo ne devi essere consapevole, ma alla fine potrai gustarti la tua libertà.

La gioia di un sorriso

Un sorriso ricevuto ti dona gioia, ha il potere di rallegrarti la giornata e di cancellare tutti quei brutti musi ricevuti.

Il sorriso è contagioso.

Con un sorriso puoi cambiare in meglio l’andamento della giornata di una o di più persone.

Donare un sorriso non costa nulla e per generarlo non servono autorizzazioni ministeriali perché il sorriso non è un presidio medico-chirurgico.

Un sorriso può essere più potente di qualsiasi medicina e genera solo effetti collaterali positivi.

Pertanto in seguito ad un sorriso è possibile accusare forti attacchi di felicità, allegria, gioia ma anche spinte coatte verso la cooperazione e la solidarietà.

Sorridere, insomma, può cambiare la vita alle persone.

Ma è difficile comprendere che questo possa avverarsi.

Si, perché il sorriso pare una cosa troppo semplice per mettere in moto un fenomeno così grande.

Ma alla base della natura ci sta la semplicità.

E con un sorriso possiamo fare tanto.